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"Ho
toccato il muro, immedesimandomi nelle vittime"
HITLER, detto anche il Fuhrer, prese il potere nel 1933. Il suo governo era una dittatura, che si diffuse in tutta la Germania.
Fece radicare in modo endemico l’ideologia del nazismo (nazional-socialismo) che dal 1939 portò allo sterminio di milioni di Ebrei nei campi di concentramento.
Come dice un detto: homo homini lupus est (l’uomo è lupo di un altro uomo).
Auschwitz, che inizialmente era stato adibito a caserma, fu il primo campo di sterminio e successivamente venne aperto Birkenau, parecchio più grande.
Visitandolo non mi sembrava possibile che in quel posto fossero state uccise così brutalmente così tante persone innocenti.
In molti, anche recentemente, non hanno ancora ammesso che queste cose siano realmente accadute, nonostante le varie prove che nel 1945, al Processo di Norimberga, inchiodarono quasi tutti i criminali nazisti.
La mia classe, con la 3^ B, ha intrapreso un viaggio che si è rivelato splendido e saturo di sapere.
Da questo “pellegrinaggio”, come lo definisce una giornalista, ho imparato un’infinità di cose che mi hanno sbalordita e impressionata allo stesso tempo. Il viaggio è durato quattro giorni, ma gran parte del primo e dell’ultimo giorno l’abbiamo trascorsa in aereo o in pullman.
Giovedì, dopo aver preso due aerei, siamo infine arrivati a Cracovia, nel nostro albergo. Anche se stanchissimi ci siamo recati in un edificio dove un ex-deportato, il direttore del Campo di Auschwitz, ha raccontato parte delle proprie esperienze nei lager nazisti. Egli ha parlato di un giovane che si chiamava Luigi e che al momento della separazione tra uomini e donne non voleva lasciare la nonna, così si è nascosto ed è rimasto con lei; purtroppo non si sono più avute sue notizie. Sfortunatamente il nostro aereo era giunto in ritardo a destinazione e abbiamo fatto in tempo a sentire solo l’ultimo quarto d’ora del discorso.
Venerdì, il secondo giorno, abbiamo visitato Auschwitz e partecipato alla fiaccolata svoltasi a Birkenau.
Auschwitz è composto da numerosi baracconi in muratura e dentro di essi si trova un museo, che espone pezzi e testimonianze di straordinaria importanza per tutti. Potendo osservare con i miei occhi oggetti che portavano con sé, nel profondo della propria esistenza, una triste storia, non sapevo cosa pensare. Chissà cosa avrebbero provato i loro padroni se avessero potuto osservarli in quelle tetre teche. Anche una scarpa o un piccolo tegame avrebbe rievocato nelle loro menti un turbine di ricordi. Essi erano appartenuti a qualcuno che visse veramente i fatti raccontati nelle testimonianze dai pochissimi sopravvissuti. Quante speranze, quanti sogni sono stati spezzati in questi luoghi…
Entrando nelle camere a gas, troppo piccole per tutti i poveri deportati che ci entrarono, non ho potuto resistere alla tentazione di fare qualcosa che faccio sempre quando vado in un posto che non ho mai visto prima: toccare una parete. Di sicuro quel muro, esattamente nel punto dove si trovava il mio dito, era stato toccato da qualche deportato, forse ignaro di quello che stava per accadergli, che stava per morire. In quel momento è stato come impersonarmi in lui e provare a immaginare quello che lui aveva pensato. Poteva essere anche un bambino, o magari aveva la mia stessa età. Anche i forni crematori erano sconvolgenti. Mi fa impressione solo pensare che lì, proprio davanti al posto in cui mi trovavo io sono stati bruciati ogni giorno più di duemila cadaveri di persone che probabilmente non sapevano neanche dove si trovassero. La nostra guida, una signora molto colta di nome Barbara, ha citato le parole che ha scritto la moglie di Rudolf Hess, il segretario di Hitler, a una sua amica:
“Cara …
Qui è un Paradiso, solo che c’è uno strano odore…”.
Non mi sembra strano, visto che viveva vicinissimo al forno pur ignorandone l’esistenza.
Rudolf Hess aveva anche trovato un metodo per uccidere circa 1500 persone in una sola volta con 6 o7 chili di “sassi”, ma non sassi qualsiasi, no, Cyclon B. Unite al vapore acqueo, queste “pietre” producevano il gas che entrava nelle apposite camere e…
In delle grandi teche sono stati sistemati parecchi oggetti: barattoli di Cyclon b, scarpe da donna, da uomo e da bambino, valigie, pettini, spazzole, vestiti, spazzolini da denti, pennelli da barba, stoviglie varie, occhiali, protesi e stampelle, barattoli di lucido per scarpe, ma la cosa più spaventosa è un largo e lunghissimo mucchio di capelli, che uniti al lino davano origine a un tessuto impressionante. Non si sprecava niente degli esseri umani, prima di essere bruciati i cadaveri venivano privati della capigliatura, dei denti d’oro e del grasso (per fare il sapone).
Nel pomeriggio ci siamo recati a Birkenau.
E’ grande più del triplo rispetto ad Auschwitz ed è formato da baracche di muratura e di legno. Esse erano state costruite per dei cavalli, infatti possiamo trovarci degli anelli di ferro per legarli. Mi chiedo come i prigionieri si sarebbero dovuti sentire constatando di essere trattati peggio degli animali.
Dovevano starci molti più uomini del normale, circa quindici per cuccetta. A differenza di Auschwitz possiamo trovarci tantissimi forni crematori, che occupano gran parte del campo.
Dopo aver osservato anche la torre delle SS dall’interno, siamo andati alla cerimonia della Giornata della Memoria. Erano presenti gli alunni di parecchie scuole (ricordo Brescia e Firenze) e non appena è finita siamo tornati in albergo per cenare e poi andare al concerto di un gruppo molto bravo e soprattutto simpatico: la Bandabardò. Mi sono divertita molto e ho riso tantissimo, è stato come fare un’abbuffata di risate perché durante tutto il giorno non avevo avuto proprio voglia di ridere.
Sabato il programma comprendeva la visita di Cracovia e delle miniere di sale.
Questa città ha più di duecento monumenti architettonici ed ha una cattedrale bellissima, che è considerata la seconda più bella d’Europa esclusa l’Italia. In essa possiamo trovare anche una splendida campana che ha un batacchio che, toccato con la mano sinistra, secondo i superstiziosi, porta fortuna. Chissà perché dopo essere usciti dalla chiesa ho trovato un euro e una paperella di plastica in mezzo alla neve…non riesco ancora a spiegarmelo…
Una cupola della cattedrale è stata rivestita con 70 chili di oro zecchino donato dalla Principessa di Milano e ciò la rende ancora più preziosa.
A Cracovia ci sono molte sinagoghe ed altri edifici che indicano la permanente presenza degli Ebrei.
Dopo aver pranzato siamo andati alle Miniere di sale Wielicka, dichiarate dall’UNESCO monumento mondiale della natura e della cultura.
Sono sbalorditive! Tutte le statue sono fatte di salgemma, perfino alcuni lampadari, ma è strano pensare che dentro di esse possiamo trovare anche due chiese. Mi è piaciuta tantissimo una stanza in particolare, in cui ci sono una statua di Giovanni Paolo II, una sorta di “presepe” e una statua della Regina Kinga e tutto ciò è stato realizzato con il salgemma.
Per tre notti sono stata in camera con Maura e Annalisa.
Mi sono trovata benissimo, con Anna che faceva un sacco di battute divertenti, si comportava (e si comporta) da matta; mi hanno fatto moltissimi scherzi, anche a mia insaputa. Non mi sono arrabbiata , anzi sono contentissima perché, come ho già accennato, questo era un viaggio molto serio e triste e qualche risata ci voleva.
Anche se il tempo era sereno, c’era tanta neve e il freddo non mancava.
L’ultimo giorno siamo tornati tutti a casa felici, contenti e soddisfatti di questa bellissima esperienza.
La pace non è l’assenza di guerra, ma la giustizia.
Credo di essere più sensibile alle atrocità che tuttora vengono commesse, specialmente al genocidio, il desiderio di qualcuno di voler eliminare un’etnia, una razza; non si può rimanere estranei a queste faccende. A causa di questo, infatti, è stata presa la soluzione finale, che prevedeva l’eliminazione totale per gli Ebrei.
Chiunque abbia visitato questi posti di morte si impegnerà ad eliminare queste ideologie e a far cessare i crimini che ne derivano.
Gaia Manganello
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