Menu principale:

Link

Legislazione

La Storia

Le leggi razziali

La deportazione

Classificazione dei deportati

Il sistema concentrazionario

I campi italiani

Organizzazione dei lager

mappa

Casa_Frank

Auschwitz

Bolzano

Bunchenwald

Dachau

Dora

Ebensee

Flossenburg

Fossoli

Gusen

Hartheim

Mauthausen

Natzweiler

Ravensbruck

Risiera

Terezin

I testimoni

viaggi

viaggioAuschwitz_Birkenau

viaggioSachsenhausen

viaggioMauthaus_Gusen

viaggioDachau

viaggioFossoli_Risiera

viaggioCasa_Anna_Frank

viaggioBuchenwald_Dora

viaggioNatzweiler_Strasb

viaggioFlossenburg

Sentieri di pace

Manifestazioni

viaggio Basovissa_Sabba

Pellegrinaggio-5gg

Pellegrinaggio-4gg

Comuni Lodigiano

Fosdinovo

Sant_Anna_Stazzema

Marzabotto

Museo_deportato

Fossoli

Prato
Risiera di San Sabba
Collocazione: alla periferia di Trieste, in direzione della Slovenia
Città nelle vicinanze: Trieste
Dopo che la Repubblica Sociale Italiana ebbe passato sotto la responsabilità tedesca i territori del "Litorale Adriatico" (con le province di Udine, Trieste e Fiume) si accentuarono le operazioni di polizia delle organizzazioni naziste. Alla periferia di Trieste, in un vecchio stabilimento per la pilatura del riso (la Risiera, appunto) i nazisti impiantarono un campo di concentramento dove italiani, sloveni, croati -
Oggi. La Risiera è stata restaurata secondo le indicazioni uscite da un concorso internazionale. Purtroppo sono andati perduti i graffiti -
Per saperne di più:
Il sito dell'ANED
LA STORIA DELLA RISIERA
Brani liberamente tratti dal libro
"DALLO SQUADRISMO FASCISTA ALLE STRAGI DELLA RISIERA"
curato dall'ANED Trieste 1974
Crollato il regime fascista, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e l'occupazione tedesca, la "repubblica di Salò" operò la vergognosa cessione di Trieste, della Venezia Giulia e del Friuli allo stato nazista, che doveva tanto complicare la politica italiana anche dopo la liberazione. Il governo di queste zone chiamato Litorale Adriatico (Adriatisches Kustenland) era stato affidato al governatore della Carinzia ( la stessa regione in cui governa Haider) Friedrich Rainer che era un nazista che odiava l'Italia. Secondo le sue valutazioni etnico-
Ebbene, il "monumento" deve essere soprattutto dentro di noi, nelle nostre menti e nei nostri cuori, e i suoi 5000 caduti devono aggiungersi nel nostro reverente ricordo agli undici milioni di caduti in tutti i campi di sterminio, per ammonire che l'uomo deve essere liberato, in una società più giusta e più equa, da tutte le cause di odio che generano inevitabilmente la violenza; perché la violenza condanna chi la esercita e chi la subisce, a un grado inferiore quello irrazionale delle fiere.
-
La storia
Verso la fine di ottobre 1943 il grande complesso di edifici dello stabilimento per la raffinazione del riso, costruito nel 1913 nel rione periferico di San Sabba, venne trasformato dagli occupanti tedeschi in prigione, campo di smistamento per deportazioni in Germania e deposito di beni razziati agli ebrei e alle popolazioni dei villaggi durante le azioni di rappresaglia in Istria e nel Carso.Dopo qualche mese vennero costruite le celle e l'essiccatoio fu trasformato in forno crematorio: non occorreva costruire il camino in quanto c'era già la ciminiera dello stabilimento alta 40 metri. Il collaudo venne fatto il 4 aprile 1944 con i 70 cadaveri degli ostaggi fucilati il giorno precedente al poligono di Opicina (sobborgo alle porte di Trieste).In breve tempo quindi, e con poca spesa, i tedeschi organizzarono un campo di sterminio, un grande deposito magazzino e la caserma per la truppa. La Risiera era proprio adatta per i loro piani criminosi. Le finestre vennero murate; tutto il complesso era già recintato; per il controllo bastava il corpo di guardia al cancello, unica entrata.Vicino all'entrata c'era, a sinistra, un piccolo edificio che serviva da abitazione per il comandante del lager (ora abitazione del custode); a destra un più ampio edificio a due piani per uffici ed abitazioni dei sottoufficiali (ora demolito e lo spazio trasformato in parco). Nel primo cortile c'era anche l'officina e il garage (ora trasformato in cappella). L'edificio centrale, fra i due cortili, si ergeva a sei piani: serviva come caserma.Nel cortile interno, al quale potevano accedere solo gli elementi più fidati, si giungeva attraverso un sottopassaggio a volta, sbarrato da un alto cancello di ferro. Nel sottopassaggio, a sinistra, si apriva una buia stanzetta, chiamata la "cella della morte", che accoglieva i prigionieri portati dalle carceri e destinati al forno crematorio.Al piano terra dell'edificio a due piani, a sinistra, erano state costruite le celle dove erano rinchiusi i prigionieri più sospetti. 17 micro-