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COME E PERCHE' INSERIRE NEL PERCORSO DIDATTICO DI UNA CLASSE UN VIAGGIO AI LAGER NAZISTI
La legislazione scolastica italiana nella formulazione dei programmi per la scuola di base (materna, elementare e media ) fa esplicito riferimento agli articoli fondamentali della Costituzione che, a sua volta, attinge alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
I principi e i fini della scuola media (in particolare con gli interventi educativi del 1977, legge n.517) richiamano e ribadiscono quelli già formulati per la scuola materna e per la scuola elementare e cioè:
- concetto di partecipazione alla vita sociale;
- solidarietà attiva con il gruppo;
- capacità di conservare indipendenza di giudizio evitando il conformismo;
- capacità di confronto di collaborazione e di solidarietà.
Questi principi così alti sono alla base di tutto il percorso scolastico-educativo di un alunno italiano.
Recentemente perfino i nuovi orientamenti della scuola materna prevedono un percorso cognitivo e relazionale basato sul concetto di cooperazione.
"(...) La scuola dell'infanzia concorre a promuovere la formazione della personalità dei bambini (...) nella prospettiva della formazione di soggetti liberi, responsabili e partecipi alla vita della comunità locale, nazionale ed internazionale".
E ancora "(...) il bambino si rende disponibile all'interazione con il diverso da sé e con il nuovo aprendosi alla scoperta dei valori universalmente condivisibili quali la libertà, il rispetto di sé e degli altri, la solidarietà, la giustizia, l'impegno ad agire per il bene comune".
In sintonia e in osservanza alla premessa generale dei programmi ministeriali di insegnamento per la scuola dell'obbligo, ogni Istituto nel suo piano educativo (il PEI), pone, tra le finalità prioritarie da raggiungere, obiettivi educativi trasversali quali l'educazione alla cooperazione, all'integrazione tra "diversi", alla liberazione dai condizionamenti e alla pace.
Tali obiettivi educativi trasversali vengono perseguiti da tutti i docenti della classe attraverso contenuti, metodologie e strategie diversificate proprie di ciascuna disciplina. Già dai primi giorni di scuola media con le attività relative alla "accoglienza" si avviano gli alunni alla conoscenza dei componenti del gruppo classe (compagni e docenti) presupposto necessario perché si instauri un rapporto di fiducia e di cooperazione. Ciò consente all'alunno di giungere ad un confronto e quindi alla consapevolezza delle proprie capacità, dei propri limiti ed all'accettazione e valorizzazione delle diversità e delle specificità di ciascuno.
L'insegnante che desideri perseguire questi obiettivi sceglierà con particolare cura i contenuti delle sue discipline in quanto alcuni si prestano indubbiamente più di altri a mettere in luce o ad approfondire le tematiche legate al rispetto delle diversità e dei diritti umani.
L'insegnante di lettere avrà un ruolo significativo per le caratteristiche peculiari delle sue materie. Potrà, ad esempio, dare particolare rilievo ad alcuni degli argomenti di italiano normalmente sviluppati nell'arco del triennio quali:
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miti e fiabe, l'analisi e la comparazione di racconti di popolazioni diverse;
- la fantascienza vista come il rapporto con il " diverso da sé";
- il Nord e il Sud del mondo: immigrazione ed emigrazione;
- la guerra nel XX secolo: il colonialismo e il neo colonialismo, negazione dei diritti dell'uomo e dei popoli, opposizione, sopraffazione, deportazione, genocidio;
- l'emarginazione sociale, gli anziani, i portatori di handicap, gli extracomunitari, gli zingari;
- la violenza nei confronti dei più deboli, dei "diversi" e delle minoranze;
- la conoscenza di sé: l'identità, la crisi dell'adolescenza, il sentirsi "diversi" ma "uguali".
Anche argomenti di storia, di educazione civica e di geografia possono essere affrontati tenendo presente filoni tematici e concetti portanti quali:
l'educazione alla socialità: rapporto tra l'individuo e la collettività, autorità, potere, diritti/doveri, istituzioni politiche, leggi, costituzioni;
l'educazione allo sviluppo: bisogni primari, sviluppo, sottosviluppo, scambio ineguale;
l'educazione alla pace: l'affermazione dei diritti, guerra e pace nel mondo, i diritti delle minoranze;
l'educazione interculturale: come i vari popoli si sono rapportati e si rapportano con culture (valori, religioni, usi, mentalità) differenti dalla propria.
In una programmazione didattica il cui obiettivo prioritario è la conoscenza, l'accettazione e la valorizzazione delle diversità, la visita ai campi di concentramento rappresenta un momento conclusivo di particolare pregnanza:
La visita ai campi e le testimonianze dirette degli ex deportati hanno una valenza superiore a tutto ciò che i ragazzi hanno appreso, visto e ascoltato in classe perché rendono concreto il lavoro svolto nel triennio dagli insegnanti. La realtà del campo stimola la riflessione e rende gli alunni più consapevoli della necessità della difesa della democrazia in ogni luogo e in ogni tempo.
IL PERCORSO DELLA MEMORIA
dalla conoscenza alla coscienza
Percorso didattico realizzato lo scorso anno in una scuola media di Milano in preparazione alla visita ai campi di concentramento di Mauthausen e di Dachau
DESTINATARI DEL PROGETTO
Il progetto si è snodato in varie fasi di lavoro coinvolgendo, nell'ambito più propriamente conoscitivo e dal punto di vista delle testimonianze dirette, tutte le classi , fin dalla prima media. Infatti sono stati articolati percorsi diversificati ognuno adatto alla differente fascia di età. La visita ai campi di concentramento è stata effettuata solo dagli alunni delle classi terze.
OBIETTIVI EDUCATIVI
Individuare i meccanismi psicologici che inducono ai concetti di "supremazia di una razza e/o di un individuo" e provocano "prevaricazione ed emarginazione del diverso".
Individuare stereotipi e pregiudizi e proporre la loro destrutturazione.
Indurre il superamento dei conflitti in base alla conoscenza, alla fiducia, alla comunicazione e alla cooperazione, come risorse singole e di gruppo.
Indurre alla consapevolezza e al rispetto dei diritti umani a prescindere da nazionalità, razza, sesso, fede religiosa, stato fisico e/o mentale.
OBIETTIVI DIDATTICI
Affrontare l'argomento delle deportazioni come nodo significativo della storia del Novecento.
Approfondire la storia delle deportazioni come nodo etico-civile: trasmissione della memoria, etica della responsabilità e costruzione dei diritti umani.
Utilizzare la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e della Costituzione italiana non solo per "leggere" la propria situazione individuale e sociale, ma anche per comprendere realtà diverse dal proprio contesto socio-culturale
Indurre riflessioni critiche evidenziando le analogie tra i fenomeni storici del "passato remoto", del "passato prossimo" e del "presente", riconoscendo in "nuce" gli elementi costitutivi del "razzismo" in tutte le sue forme attuali.
MODALITÀ DI REALIZZAZIONE
I viaggi sono stati preceduti dallo studio della seconda guerra mondiale e della Shoah e da iniziative culturali diverse.
Incontri in classe con rappresentanti del CEDEC ( Fondazione Centro Di Documentazione Ebraica Contemporanea). Tali incontri hanno aiutato gli alunni ad acquisire una visione più ampia e completa possibile dei motivi che hanno condotto il popolo ebraico alla Shoah ed hanno contribuito ad una riflessione positiva sulla cultura ebraica in generale.
Visita alla sinagoga ed alla biblioteca del Centro.
Film e documentari:
- Schindler's list - di Spielberg
- Il grande dittatore - di C. Chaplin
- Train de vie - di R. Mihaileanu
- Iona che visse nella balena - di R. Faenza
- Cara Kitti - di Wonter Van der Sluis (doc.)
- Meditate se questo è un uomo - di S. Brasca (doc.)
- Il ghetto di Varsavia (documentario RAI) Visite a mostre.
- Mostra dedicata ad Anna Frank, esposta lo scorso anno al Castello Sforzesco.
- Mostra "Gulag" esposta nelle sale viscontee del Castello Sforzesco, attraverso la quale si è potuto riflettere e confrontare la realtà dei campi di concentramento in Russia con la realtà dei campi di sterminio nazisti.
Letture di testi narrativi e analisi e commento di poesie.
Attività interdisciplinari
- Alcuni argomenti relativi alla Shoah sono stati approfonditi attraverso unità didattiche predisposte dagli insegnanti di lettere e religione. Con esse si è inteso approfondire tematiche relative al pregiudizio, allo stereotipo e all'educazione ai rapporti.
- Nelle ore di lettere e di educazione musicale gli alunni hanno potuto approfondire la storia del ghetto di Varsavia attraverso un documentario ed hanno potuto ascoltare l'opera di Schönberg "Un sopravvissuto di Varsavia".
- Una classe ha sviluppato un percorso teatrale mirante all'adattamento dell'opera "Brundibar", rappresentata dai bambini ebrei nel lager di Terezin.
Un'altra classe ha riadattato e messo in scena "Se questo è un uomo" tratto dall'omonimo testo di Primo Levi. All'interno di questi lavori, il percorso di riflessione sul tema delle persecuzioni per motivi razziali, si avvale dei diversi linguaggi: musicale, iconico e gestuale.
Incontri con testimoni e reduci dai campi di concentramento.
Rielaborazione, riflessione e diffusione del percorso
- Al rientro dai viaggi gli alunni hanno confrontato le esperienze vissute nella loro globalità con le cronache più recenti degli sconvolgimenti storico-politici riguardanti i Balcani, prendendo visione di spezzoni di telegiornali e reportage tematici per capire come nella realtà attuale i fenomeni siano analoghi.
- Al termine dell'intero percorso gli alunni hanno realizzato dossier scritti e fotografici che a fine anno, in occasione della giornata di "scuola aperta" sono stati esposti .
Prof.sse Teresa Garofalo e Valeria Casarotti Scuola
media statale "Falcone e
Borsellino" - Milano
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