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Organizzazione dei lager

ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA LAGER

La parola Lager indica in tedesco un deposito, un magazzino.
La tendenza generale è quella di chiamare tutti i Lager "campi di concentramento", tuttavia è più
esatto differenziare i vari tipi di campo, anche per tenere presente che la caratteristica essenziale
dei nazisti era la pianificazione e la metodicità dei loro sistemi di oppressione e di sterminio: tutti i
crimini da loro commessi furono freddamente programmati:
Tra i Lager possiamo distinguere :
Campi di lavoro: gestiti dalla Polizia di Sicurezza o da industrie private tedesche
Campi di transito: qui i prigionieri razziati dai nazisti o dalle milizie alleate erano in attesa di
trasferimento per campi di detenzione. In Italia il più importante fu Fossoli, gestito dalla milizia
fascista.
Campi di detenzione per prigionieri di guerra destinati in particolare ai Sovietici catturati nella
avanzata tedesca. Questi prigionieri erano destinati a rapida morte per le condizioni disumane a
cui erano costretti o perché trucidati dalle S.S. per fucilazione o gassazione, in questi campi
venivano anche condotti gli internati militari (IMI) soldati che non avevano aderito alla Repubblica
sociale e che invece di essere trattati da prigionieri di guerra venivano sfruttati.
Campi di concentramento,
Campi di sterminio,
La storia dei campi può essere divisa in tre grandi periodi:
1. 1933-1936: scopo principale era la carcerazione degli oppositori politici del regime nazista, in
particolare dei membri dei partiti di sinistra messi fuori legge nel maggio/giugno del 1933. Questi
dovevano subire una "rieducazione" politica.
Dalla primavera del 1934 questi campi furono messi sotto il comando diretto delle SS sfuggendo
così ad ogni forma di controllo. I detenuti erano "nemici del popolo" e l'autorità delle SS su di loro
era praticamente assoluta. Fin dall'autunno del 1933 furono rinchiusi in questi campi altre
categorie di persone, vagabondi, mendicanti (elementi asociali) e criminali comuni .
La detenzione era a scopo preventivo e a durata illimitata, anche se raramente superava l'anno.
Le condizioni erano ancora "vivibili", tuttavia iniziavano già a verificarsi casi gratuiti di omicidi da
parte delle SS. I detenuti complessivamente presenti in questo periodo nei campi furono alcune
decine di migliaia.
2. 1936-1942: tutti i campi esistenti nel primo periodo, tranne Dachau, furono abbandonati o
adibiti ad altri scopi. La preparazione alla seconda guerra mondiale e poi il suo scoppio fecero
aumentare il numero dei prigionieri: furono creati campi più capienti e la loro costruzione divenne
sempre più legata alle conquiste territoriali dei nazisti: Austria, Francia, Cecoslovacchia e Polonia.
Si andò delineando l'intenzione di sfruttamento dei prigionieri come mano d'opera a costo zero
per le necessità belliche. I campi di concentramento furono infatti posti sotto il comando diretto
della sezione economica e amministrativa delle SS: l'aspetto economico divenne così
preponderante su quello della rieducazione.
Il sovraffollamento, la denutrizione, i maltrattamenti subiti e gli infami lavori a cui i prigionieri
furono adibiti portarono ad un'impennata del tasso di mortalità rispetto al primo periodo.
Il principale responsabile del "sistema concentrazionario" fu, sin dal 1936, Heinrich Himmler, dal
quale dipendeva l'intera gestione dei campi. Egli fece incrementare il numero dei prigionieri non
politici, aggiungendo alle precedenti categorie di persone gli omosessuali, le prostitute, gli zingari
e i disoccupati; furono rinchiusi nei campi di concentramento anche i testimoni di Geova e coloro
che si erano battuti in Spagna per la Repubblica; questi ultimi furono sfruttati principalmente nelle
industrie belliche naziste.
Dal 1938 ed in particolar modo nella "notte dei cristalli" (9 novembre 1938) furono rinchiusi nei
campi gli ebrei in quanto tali.
Dopo l'invasione dell'Unione Sovietica molti affluirono nei campi per prigionieri di guerra russi.
Dalla fine del 1941 furono creati i campi di sterminio, dotati delle apposite strutture: camere a
gas e forni crematori; Auschwitz e Majdanek furono contemporaneamente campi di
concentramento e di sterminio.
Per quanto riguarda le camere a gas, anche queste ebbero una "evoluzione tecnologica":
inizialmente si collegarono gli abitacoli dei camion al tubo di scappamento, poi si arrivò alle
camere fisse in cui veniva utilizzato sempre monossido di carbonio (Belzec, Sobibor, Treblinka) ed
infine si passò al Zyklon-B (Auschwitz, Majdanek)
3. 1942-1945: alcune categorie di prigionieri furono costrette a lavorare per fabbriche statali o
private tedesche, soprattutto in considerazione delle sempre crescenti necessità di armamenti;
alcuni campi di lavoro furono costruiti ad hoc per le industrie.
Le condizioni migliorarono leggermente soprattutto perché, essendo ormai la Germania in
ritirata, il "ricambio" di prigionieri non era più assicurato e quindi i nazisti avevano interesse a
preservare mano d'opera utile.
Per altre categorie di prigionieri, invece, e particolarmente per gli ebrei, fu deliberato lo
sterminio sistematico: quelli che erano giudicati inutili (donne, vecchi, bambini e malati) venivano
selezionati all'arrivo nei campi e mandati alle camere a gas; gli altri venivano costretti ai lavori
forzati ed erano così destinati a deperire velocemente a causa della denutrizione, delle epidemie,
dei maltrattamenti subiti e quindi ad essere inviati alle camere a gas in selezioni successive.
Testi tratti da:
Alessandra Chiappano L’universo concentrazionario da I lager nazisti, Giuntina Firenze 2007.
Luciano Monaco, Marcella Pepe, Gabriella Pernechele (a cura di), Testimoni luoghi memorie, viaggi
di studio nei lager nazisti 1998-2006. Città di Moncalieri 2007.
www.deportati.it
www.lager.it

 
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