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Angelo Fabello nacque a Udine il 26 agosto 1897. Di professione sarto, durante la seconda guerra mondiale, quando aveva già quasi 50 anni e aveva famiglia, aderì al movimento partigiano, militando nella seconda Divisione Osoppo Friuli. Arrestato, trasferito nelle carceri di Trieste, il 4 febbraio 1945 fu caricato con altri 355 deportati su un convoglio di vagoni merci diretto ai Lager del Reich. Dopo una sosta a Gorizia il convoglio raggiunse il campo di Mauthausen, in Austria, dove ad Angelo Fabello fu assegnato il numero di matricola 126.708. Le condizioni di vita e di lavoro del campo erano tali che Angelo morì poco più di un mese dopo il suo arrivo, il 24 marzo 1945, quando ormai la guerra in Europa stava per terminare.



Il figlio di Angelo, Bruno, già nel primo dopoguerra intraprese con alcuni superstiti e con altri familiari di caduti un viaggio a Mauthausen per conoscere i luoghi del martirio del padre. Un viaggio scioccante, che Bruno ripeté con altri familiari e altri superstiti, e poi ancora, sempre più spesso accompagnando gruppi di giovani desiderosi di conoscere e di capire la realtà dei Lager.
Nel frattempo Bruno aveva fondato a Milano l'agenzia di viaggi che oggi, dopo la sua scomparsa, è condotta dalla figlia Silvana. 
Accanto alle attività proprie di una società commerciale di questo tipo - organizzazione di vacanze, di viaggi, ecc. - l'Agenzia ha sempre proseguito l'attività di Bruno Fabello nel ricordo di Angelo e dei circa 35.000 italiani che dai Lager non sono tornati. Tanto da qualificarsi nel tempo come la società leader in Italia in questo tipo particolare di "Viaggi nella memoria".
Dal 1960 ad oggi, sono non meno di 25.000 le persone che hanno visitato un ex campo nazista con l'Agenzia Fabello Viaggi. Una tradizione e un impegno che continuano.

Viaggio a Mauthausen, 1965



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