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Buchenwald
Collocazione: nella Germania centrale
Città nelle vicinanze: Weimar, Lipsia
Aperto il 16 luglio 1937, il Lager contava già 2.295 prigionieri (oppositori politici del nazismo) alla fine di quell'anno. In 8 anni Buchenwald divenne un cardine essenziale della politica di repressione e di sterminio del nazismo. Nei suoi circa 100 sottocampi passarono oltre 240.000 persone. I morti -
I deportati del campo erano impiegati nelle fabbriche della zona per la produzione bellica, o nelle cave di pietra o in vari progetti edili.
Buchenwald fu l'unico tra i grandi campi nazisti nel quale i prigionieri riuscirono a sollevarsi e a liberarsi da soli alla fine di aprile, qualche giorno prima dell'arrivo degli eserciti alleati. L'elenco degli italiani deportati qui con certezza comprende oltre 1.100 nomi. Poche decine i sopravvissuti.
Nel dopoguerra le strutture di Buchenwald furono utilizzate dai sovietici come campo di concentramento per ex SS e esponenti del regime, in attesa dei processi. Una detenzione in condizioni molto dure, che provocò centinaia e centinaia di vittime: una realtà venuta alla luce solo all'indomani della unificazione della Germania.
Oggi. La struttura del campo è presso che intatta. Sono ancora visibili il perimetro di filo spinato, gli uffici del comando, la piazza dell'appello. Le aree dove sorgevano le baracche (distrutte nel dopoguerra per motivi igienici) sono indicate da vaste superfici di pietrisco. Un museo illustra la vita del campo e i suoi orrori.
Per saperne di più:
Il sito del Memorial di Buchenwald
Il sito dell'ANED


